PRIMA LA TERRA

La nostra passione, la nostra storia.

Il Cilento è un territorio molto eterogeneo, che va dai duemila metri del Monte Cervati alla linea di costa che si allunga nel tirreno da Paestum a Sapri. In mezzo, una varietà di rilievi collinari caratterizzati da un suolo argilloso calcareo, su cui crescono da migliaia di anni viti e ulivi.
Una terra difficile, che ha visto molte emigrazioni e molti ritorni.
Le mie famiglie di origine emigrarono alla fine dell’ottocento, chi in Brasile, chi a New York, dove è nato mio padre. Io invece sono nato a Napoli, dove ho lavorato fino alla fine degli anni novanta. Poi, il richiamo di questa terra, dei suoi colori e dei suoi profumi.
Comincio a raccogliere olive, poi reimpianto la vigna nel 2003 con 10.000 piante di aglianico su due ettari. Nel 2012 ristrutturo la cantina antica, seminterrata in un palazzo del settecento, una bottaia in mura di pietra e soffitti di quercia e castagno dove non c’è bisogno di temperatura condizionata. Nel 2018 pianto il terzo ettaro di vigna, con Fiano e Falanghina per un futuro prossimo vino bianco.
I lavori in vigna e in cantina li faccio io. Seguendo corsi e osservando i professionisti, ho imparato a usare il trattore e i suoi attrezzi, così come ho imparato a potare: mi piace dare forma alle piante, vederne il verso, la direzione. Allevo a guyot, senza però fare tagli di ritorno sulla branca principale. Una sorta di alberello con capo a frutto.

Ho tre figli che quando possono mi aiutano, in particolare il più grande che si sta appassionando alla campagna, alle ortive, alle api. Assumo anche due operai a tempo determinato, per operazioni di sistemazioni, pulizia e raccolta.
Dal 2018, dopo tre anni in conversione, ho la certificazione biologica. Rame, zolfo e induttori di resistenza per proteggere le piante. Per nutrirle: un compost autoprodotto con letame, raspi, vinacce e trinciato di sarmenti.
In cantina invece utilizzo solo il tempo, che permette al mio aglianico di riposare in rovere da 500 e 1000 litri. Pochissimi travasi, un po’ di fecce a nutrirlo e proteggerlo. Nessun additivo, nessun coadiuvante di fermentazione, solforosa sempre sotto i 10mg/litro (non scrivo “contiene solfiti” in etichetta, la quantità è sotto la soglia dell’obbligo di legge).
Per ora, una produzione che non supera le diecimila bottiglie.
Su prenotazione, è possibile visitare la vigna e la cantina. Abbiamo anche la possibilità di ospitare, nei prossimi mesi dovrebbero essere pronte tre camere doppie.